Lost finale
maggio 24th, 2010Spoiler alert! Se non avete ancora visto l’ultima puntata e avete intenzione di farlo, vi consiglio di non leggere qua sotto.
Lo avevano detto qualche giorno fa, Damon Lindlelof e Carloton Cuse, al David Letterman Show dove tra i possibili spoiler per il finale, nel numero due rivelavano che l’isola era una metafora, un allegoria or some crap like that.
Anche se a dire il vero la spiegazione del finale con cui mi trovo più d’accordo l’ho trovata nel forum ufficiale della serie.
Everything during the island timeline was real. The Jacob/MIB fight, the losties crashing, the freighter, them leaving. Jack Dying, The Plane leaving the island. IT ALL HAPPENED, not purgatory, What happened was they helped each other during the time on the island to come together, fix their lives, and find their true loves and soul mates to live for life. Or they found peace in the world. The ALT TIMELINE was fake, just a place set up for all those who had died to come together and move onto the afterlife. They waited there while everyone lived out their lives, like Kate, Lupidus, Hurley, Ben, Miles, Claire, Alpert, all lived out their lives after the island. When they all of them finally died, they met up there and realized how great their redemptions and lives turned out. Ben did not want to go yet, because he wanted to wait and find true love with Danielle and help out Alex to make up for his past mistakes. He did live out on island, this is what Hurley and Ben were talking about, that they succeeded in protecting it, and now that time is over. This is what I understand was the point of what we just watched.
EDIT: Qui una spiegazione molto esauriente scritta da un collaboratore anonimo della serie.
Valued exposure
maggio 17th, 2010Ho sempre adorato guardare le foto antiche.
Che siano situazioni di vita quotidiana, di guerra o di pace, finisco sempre per immedesimarmi nel (o nei) protagonista dello scatto.
Mi chiedo se lo immaginavano così il loro futuro, quei pallidi figuri sorridenti.
Alla stessa maniera provo a scorgere il mio futuro eseguendo una sorta di ragionamento specchiato,
e mi scopro a fantasticare sul giudizio che il me stesso anziano avrà delle mie attuali intenzioni.
La conclusione a cui giungo sempre è quella di non deludere quel vecchietto che mi sta aspettando.
Foto presa dall’archivio BBC News.
Altroché la Cina
maggio 10th, 2010Ho trovato su Wikipedia questa cartina composta da due piante del globo di cui una rovesciata per evidenziare i punti antipodali. Interessante notare come buona parte del mondo abbia solo acqua ai suoi antipodi.
de Sevilla a Marbella
aprile 14th, 2010Viaggio in Spagna dal 26 marzo al 2 aprile, da Siviglia a Marbella, passando per Jerez de la Frontera, Cadiz, Bolonia, Tarifa, Gibilterra e Ronda.
Intermediazioni tecnologiche
marzo 10th, 2010Interessante osservare come Luca, un cliente Fineco soddisfatto (a detta sua), chiede informazioni riguardo un altra banca (Webank) perché quest’ultima ha l’applicazione iPhone e l’altra no.
Oltre alla facile conclusione che Luca è il cliente che non vorrebbe mai nessuno, perché sempre insoddisfatto e alla continua ricerca di qualcosa di meglio e di cose più comode, si evince che le aziende che non si adegueranno alle esigenze sempre più specifiche del cliente sono destinate a estinguersi, prima o poi.
[Via Luca's friendfeed]
Ecco perché Avatar non diventerà mai il nuovo Star Wars
gennaio 28th, 2010![]()
Star Wars è una saga studiata nei minimi dettagli, Avatar è piena di piccole imprecisioni.
Elenco qui di seguito quelle che ho notato.
Dato che l’atmosfera di Pandora non è composta dalla concentrazione di ossigeno azoto necessaria per la vita degli umani, è ovvio che il cielo non può essere azzurro come quello terrestre.
Di conseguenza neanche la fiamma della varie esplosioni o fiaccole può essere rossa.
Altresì la fotosintesi clorofilliana colorerebbe le piante di un altro colore e non del verde che siamo abituati a vedere sulla Terra.
Da diverse inquadrature si nota che Pandora è un satellite di un pianeta molto più grande molto somigliante a Giove. Quindi è molto probabile che durante la sua rivoluzione attorno a esso, per metà periodo rimanga completamente al buio. Questo renderebbe molto difficile la nascita della vita, e soprattutto lo sviluppo di organismi complessi.
Date le dimensioni degli animali che popolano questo pianeta, e degli stessi Na’vi, si deduce la gravità di Pandora sia più piccola di quella della Terra, quindi i movimenti dei terrestri sarebbero più goffi e più lenti.
Per non parlare poi delle montagne volanti da cui sgorgano cascate di acqua, che rende tutto molto suggestivo e affascinante, ma molto irreale.
Nonostante questo, Avatar rimane uno dei più bei film che ho visto in tutta la mia vita e merita davvero di essere guardato.
Analisi di un sistema con scattering da parete di edifici
gennaio 26th, 2010Il titolo del post è anche il titolo provvisorio della mia tesi triennale in ingegneria elettronica.
Quella specie di farfalla che vedete in figura non è altro che il diagramma di radiazione di un onda riflessa e trasmessa attraverso una parete di superficie, ove vi è presente il fenomeno di scattering e back-scattering.
26 gigapixel
dicembre 30th, 2009![]()
E’ la risoluzione della foto fatta a Dresden in Germania. La più grande al mondo. La seconda è quella fatta a Praga di diciotto megapixel. Dateci un occhiata, perché meritano.
[via steve's digicams]
Propositi per l’anno nuovo
dicembre 24th, 2009Sempre più, procedendo nella vita, l’io diventa un io con cui ci identifichiamo e che crediamo di poter definire. Diviene la fonte della nostra stessa identità sociale e personale. Della nostra riconoscibilità. Ci assegna un posto nel mondo e ci dice quali sono le nostre modalità di relazione e di reazione. E’ una sorta di archivio a cui in ogni momento possiamo attingere per trovare le risposte e gli atteggiamenti da adottare. Già pronti. Già sperimentati. Noti. E incasellati. Basta ricordarli e rimetterli in atto, evitando la fatica di porci davanti alla situazione da affrontare come davanti a una novità rispetto alla quale la risposta è tutta da inventare – e dunque faticosa; e dunque rischiosa. Nell’io in cui ci riconosciamo tutto è già scritto. Ma proprio per questo, poco aperto al possibile. E’ un io che tende a ripetere se stesso, a cullarsi nelle reazioni già note, a chiudersi in difesa della coerenza. Un io recintato, che non permette di esporsi alle vibrazioni della vita e non lascia che i petali del nostro essere si schiudano.
Ma dietro questo io recintato c’è un “Io” ulteriore, che è pura esistenza e che non siamo noi a produrre. Precedente a qualsiasi condizionamento e definizione. Non intrappolato nella costruzione delle identità. Non toccato indelebilmente da nessuna esperienza. Non già definito una volta per tutte. Non ripiegato su di sé. Esposto. Arrischiante. Libero. Un “io” creativo, in cui ancora tutto è potenzialità, in attesa di dispiegamento.
Ho letto questo stralcio tratto da Un itinerario tra yoga e preghiera cristiana, Servitium 2006, qui e mi è piaciuto tanto da farne un proposito per l’anno nuovo.

