Le confessioni di un barista #2
Succedono cose strane da queste parti.
L’altro giorno mi trovavo nella mia solita postazione dietro il bancone quando alcune clienti sedute nei tavolini fuori dal bar si avventano verso di me con faccia inorridita.
“C’è uno che ce l’ha tutto fuori” esclamarono, “ci sono i bambini” aggiunsero.
Quando alzo la testa noto che un vecchietto che viene ogni tanto al bagno, e ordina sempre un caffè corretto Vecchia Romagna, aveva un’espressione di soddisfazione stampata in volto. Dalla mia posizione non si poteva vedere cosa stesse facendo con le mani.
Uscito per accertarmi della faccenda noto che quello che i clienti avevano denunciato il vero: si stava masturbando in pubblico.
Inizialmente lui non si è accorto della mia presenza e dell’attenzione che ormai mezzo bagno gli stava riservando, anzi pensava di farlo con grande discrezione.
Schifato dalla scena mi sono avvicinato e l’ho minacciato di chiamare i carabinieri se non si allontanava subito.
L’espressione contrita che assunse il suo volto alle mie parole era la stessa di un bambino beccato con le mano nel sacco.
Si è deciso ad alzarsi solo dopo che due o tre signore che avevano assistito alla scena hanno iniziato a urlargli che era un porco e un maniaco. Inforcata la sua bicicletta si è allontanato in cerca di posti più discreti.
Son cose da matti.
luglio 26th, 2007 at 20:04
Non ho capito bene. Vecchio maniaco schifoso (e allora poteva essere pure un giovane maniaco schifoso, senza cambiare il succo della storia) o poveraccio in alzheimer galoppante che in quel momento non si rendeva conto di dov’era?
Nel secondo caso, nell’augurarmi di non beccarmi quella malattia da vecchio, ma piuttosto di morire prima, mi viene da pensare che anche chi ne è ormai affetto, deve fare pensieri analoghi, nei momenti di lucidità.
luglio 26th, 2007 at 21:19
Ho avuto modo di scambiare due chiacchere con il soggetto in questione e ti assicuro che gode di ottima salute.
Ho raccontato il fatto a cui mi è capitato di assistere, non stavo di certo facendo di tutta l’erba un fascio.
Se vuoi però per farti felice, posso cambiare la storia, posso dire che era un giovane di settant’anni.
luglio 30th, 2007 at 12:11
Non era mica una domanda retorica.
Era proprio una domanda e basta. Per capire. Il racconto si prestava ad entrambe le letture, come evidentemente il mio commento poteva sembrare polemico, senza tuttavia esserlo.