La fine di internet
Se una previsione del genere avesse qualche fondamento, la soluzione più immediata non sarebbe raddoppiare le infrastrutture perché mentre queste crescono linearmente, la rete cresce esponenzialmente.
La soluzione secondo me potrebbe essere l’uso più intelligente dei mezzi che abbiamo a disposizione.
Reti stand-alone casalinghe con sistemi operativi adibiti a server e accessibili nelle sole ore che si è connessi, renderebbero la rete più umana. Il tuo blog, i tuoi filmati, le tue foto, accessibili direttamente dal tuo computer (naturalmente con una banda in upload almeno pari a quella in download) per tutti.
Questo potrebbe essere solo uno degli ipotetici utilizzi.
Lancio il meme e chiedo a Luca, Gioxx, Giovy, Mantellini, Pandemia e Delymyth, che a mio avviso sono i più grandi utilizzatori e intenditori (italiani) di internet in circolazione, quale sarebbe un uso più intelligente della rete a fronte del risparmio in termini di infrastrutture (o byte che dir si voglia).
So che potrebbe sembrare una sviolinata per accaparrare qualche link, ma ci terrei ad avere il vostro parere a riguardo.
Quindi, sopratutto tu Mantellini, o tu Luca, non fate i fighetti e dite la vostra.
Technorati Tags: fine di internet, infrastrutture, meme
novembre 22nd, 2007 at 01:10
Una previsione di quel tipo è priva di qualunque fondamento, e ti spiego anche perchè.
Innanzitutto, quando si parla di dati, questo sono dati “creati”, e non traffico creato. I dati creati sono immagazzinati sui dischi rigidi, e che siano 161 exabyte o 1000 exabyte, poco conta; ormai lo storage costa pochissimo, ed è perfettamente normale avere pc con 1 Terabyte di storage (ovvero 1000 GB). Per fare 160 exabyte, servono solo 1000 pc del genere. Per raggiungere i 161 exabyte di cui si parla nell’articolo, servono solo 161.000 PC da 1 TB… un’inezia, come puoi ben vedere.
Al momento non c’è alcun segno di “sofferenza” dei backbone internazionali ed il 2010 è arrivato (siamo già nel 2008).
L’unico “plausibile” problema potrebbe essere l’esaurimento degli indirizzi IP assegnati, ma già passando ad IPv6, il problema si risolverebbe.
Quindi… una previsione del tutto irreale e “terroristica”, secondo me, volta solo a creare allarme per nulla.
Bye!
novembre 22nd, 2007 at 02:51
ha ragione giovy e poi l’IPv6 non serve a niente perchè altre tecnologie come il nat lo hanno messo da parte.
novembre 22nd, 2007 at 03:41
Io in previsione della terza guerra mondiale che avverrà dopo il crollo di internet ho gia iniziato a costruirmi un bunker sotterraneo anti-bomba.
Se siete furbi fate come me.
L’Apocalisse è dietro l’angolo,è Gioxx il vero terrorista!
novembre 22nd, 2007 at 14:54
Secondo me basterebbe che tutti sappiano come INVIARE E RICEVERE LA POSTA DI GMAIL CON MUTT.
novembre 22nd, 2007 at 15:27
Caro Giovy, sei stato un discolo e non hai fatto bene i compiti.
Se davi un’occhiata all’articolo, ti saresti reso conto che parla proprio di traffico generato e non di dati creati.
Nonostante il tono propagandistico del titolo è un problema reale con cui bisogna fare i conti. Non voglio scendere sul tecnico ma la propagazione di onde e dati attraverso guide è una materia di studio che sto affrontando e ti posso assicurare che i cavi e le infrastrutture in generale hanno dei limiti prestabiliti, superati i quali si può incorrere in problemi quale la riflessione totale, o aliasing, ricadendo nelle previsioni bibliche sopracitate.
E’ probabile che l’articolo (dato che è pubblicato dal Corriere, che a mio avviso sta a giornale come Studio Aperto sta a telegiornale) esageri, ma la mia era una richiesta che riguardava le migliorie semantiche e sintattiche attuabili alla rete a fronte del risparmio in termini di traffico generato.
Se è una cosa troppo difficile lasciate perdere. Pensavo che delle menti creative come le vostre potessero tirare fuori qualcosa di più.
novembre 22nd, 2007 at 15:38
@ Vincent: complimenti, hai vinto il premio per il commento di risposta più scortese che abbia mai letto.
“Se una cosa è troppo difficile” io lascio perdere… ma allo stesso modo se una persona è troppo maleducata, non solo non le rispondo più, ma evito anche di leggerla.
Peccato… sembravi simpatico ed intelligente, ti sei bruciato in 8 parole.
novembre 22nd, 2007 at 15:50
Non era certo mia intenzione sembrare scortese. Ci tenevo ad avere il vostro giudizio, ma a quanto pare a te non interessava.
novembre 22nd, 2007 at 16:27
Zanga: lo ammetto, sto già preparando le armi per venirti a stanare
Vincent: non dico che “non occorre preoccuparsi affatto” né tanto meno vado a cercare riparo in qualche sala server da tenere in ostaggio per banda e spazio dischi. Tutti -di regola- dovrebbero sapere che qualsiasi infrastruttura ha i suoi pro & contro, limitazioni alle quali è soggetta e la competitività di altre macchine in via di sviluppo pronte a sostituire le vecchie in men che non si dica (basta ricordare i mega-server che si usavano qualche manciata di anni fa).
Il problema esaminato riporta comunque alla luce un tema di attualità nel 2004 tanto quanto nel 2007. Si stava in IRC (ricordi?) e già si discuteva di quanto fossero scarsi gli IPv4 e che presto sarebbero arrivati gli IPv6 proprio per evitare il congestionamento e “la fine della rete”. Si è parlato di Millenium Bug, ma siamo ancora qui. Si parla anche di “fine dell’era informatica per overflow del tempo (2038)” ma è già tanto se ci arriveremo noi fisicamente
Si parla, si parla tanto e molte volte a sproposito. Anche questo mio commento altro non è che fuffa che si va ad aggiungere alla moltitudine di tasti battuti per scrivere la notizia sopra esaminata. Cerchiamo di pensare bene al presente e dare buone basi (anche informatiche) al futuro prima di dire “nel XXXX succederà questo” e girare pagina perché “sicuramente qualche nerd ci penserà e lo risolverà prima che accada”
Ciò!
novembre 22nd, 2007 at 18:36
Direi che il problema di cui stai parlando dovrebbe essere una cosa autorisolvibile dalla stessa Rete. Aumentano gli utenti, e il traffico generato? Aumentano anche i nodi e la decentralizzazione, in modo che non ci siano “overload” delle linee.
Almeno in teoria.
In pratica, se poi i provider o chi per loro, non investono a dovere, ci si ritrova con linee che fanno cag**** vedi Telecom.
O no?
novembre 22nd, 2007 at 21:00
@ Vincent: se non mi fosse interessato:
1) NON avrei risposto
2) NON avrei dato una risposta complessa ed argomentata.
Ma dedicare cortesemente del tempo per una risposta e sentirsi rispondere: “Pensavo che delle menti creative come le vostre potessero tirare fuori qualcosa di più.” è una cosa che non mi piace.
Volevi un commento o un trattato di networking? E poi… di norma l’educazione vuole che se la risposta è off topic, si dica gentilmente “guarda che hai capito male”, magari aggiungendo anche una faccina sorridente.
Ma probabilmente la cortesia tu non sai neanche dove sta di casa, e la tua risposta è stata molto scortese ed offensiva, e resto dell’idea che è stato davvero tempo perso risponderti e me ne guarderò bene, in futuro, dal farlo nuovamente.
Saluti.
novembre 22nd, 2007 at 21:16
Ti stai attaccando troppo alle parole. A dirla tutta mi sembra una reazione esagerata la tua, ma sei libero di agire come vuoi.
Posso capire che ti sono sembrato scortese ma ti ho ribadito che la mia era una frase più che altro provocatoria e non voleva essere offensiva.
Dal fatto che ti ho nominato come uno dei più grandi intenditori e utilizzatori di internet dovresti capire il rispetto che nutro nei tuoi (vostri) confronti.
novembre 23rd, 2007 at 04:50
Ti ho ritrovato in rete!! E’ sempre interessante il tuo blog.. lo so è un commento alquanto banale..la prossima volta mi sforzo di più! Mi ha fatto piacere stasera rivederti dopo tanto tempo
Ero curiosa di sapere che posto aveva ora il cinema nella tua vita.. bhè se ti va di raccontarmi un pò scrivimi pure..mi fa piacere