Il peso della ragione
domenica, giugno 10th, 2007GALILEO – Io credo nell’uomo, e questo vuol dire che credo alla sua ragione! Se non avessi questa fede, la mattina non mi sentirei la forza di levarmi dal letto.
SAGREDO – Allora stammi a sentire: io non ci credo. In quarant’anni di esistenza tra gli uomini, non ho fatto che constatare come siano refrattari alla ragione. Mostragli il pennacchio fulvo di una cometa, riempili di inspiegabili paure, e li vedrai correre fuori dalle loro case a tale velocità da rompersi le gambe. Ma digli una frase ragionevole, appoggiala con sette argomenti, e ti rideranno sul muso.
GALILEO – Non è vero. E’ una calunnia. Non capisco come tu possa amare la scienza, se sei convinto di questo. Solo i morti non si lasciano smuovere da un argomento valido!
SAGREDO – Ma come puoi confondere la loro miserabile furbizia con la ragione!
GALILEO – Non parlo della loro furbizia. Lo so: dicono che un asino è un cavallo quando vogliono venderlo, e che un cavallo è un asino quando vogliono comprarlo. E questo per la furbizia! Ma la vecchia donna che, la sera prima del viaggio, pone con la sua mano rozza un fascio di fieno in più davanti al mulo; il navigante che, acquistando le provviste, pensa alle bonacce e alle tempeste; il bambino che si ficca in testa il berretto quando lo hanno convinto che pioverà, tutti costoro sono la mia speranza: perché tutti credono al valore degli argomenti.
Sì: io credo alla dolce violenza che la ragione usa agli uomini. A lungo andare, non le sanno resistere. Non c’è uomo che possa starsene inerte a guardarmi, quando io lascio cadere un sasso e dico: questo sasso non cade. Non c’è essere umano in grado di far questo. Troppo grande è il potere di seduzione che emana dalla prova pratica; i più cedono subito, e alla lunga tutti. Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano.
Questo dialogo è tratto da Vita di Galileo di Bertold Brecht. Emozionante.
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