La crescita fine a se’ stessa e’ l’ideologia delle cellule cancerose.
Edward Abbey
Questa frase sembra rispecchi l’attuale situazione economico-scientifica che si presenta in Italia.
Quando una piccola azienda brevetta una metodologia, una tecnologia, un codice, contribuisce nel suo piccolo
all’accrescimento del cancro italiano.
Lo stato finanzia pochissimi progetti di ricerca e sviluppo, un po’ per mancanza di fondi e un po’ per colpa della stagnante classe politica.
Dato che la maggioranza dei progetti (sempre pochi confrontati con gli altri stati europei) sono portati avanti da aziende private, e quindi sempre fini al loro “core business”, l’arteria della conoscenza (know-how) italiana viene occlusa.
Purtroppo questo non è l’unico fattore determinante per l’avvicinamento (lento, ma inesorabile) alla “morte” dello stato italiano per come lo conosciamo oggi.
La mentalità (un po’ antiquata) di un’italiano medio è del tipo: “se so qualcosa, me la tengo per me”, “se quello che so’ ha un qualche valore, lo venderò a caro prezzo”.
Ultimamente pare che lo scenario stia cambiando grazie al crescente sviluppo di internet, e con la diffusione di massa dei blog sempre più persone condividono la loro vita e le loro conoscenze con il resto del mondo.
Ma purtroppo rapportato al numero della popolazione questo fenomeno è da considerarsi ancora di nicchia e di scarsa influenza.
Se la cultura non diventa di dominio pubblico, ed il sapere è quello che forniscono attualmente le scuole o i media, scorgo un’orizzonte scuro per questo paese che non è capace stare al passo coi tempi.
La colpa è attribuibile a molteplici fattori, ma finchè la situazione non si smuove, sono i risultati quelli che contano.