L’Oktoberfest ha inizio Il 12 Ottobre 1810, quando la Baviera era già da quattro anni un regno, il principe Ludwig di Baviera sposò la principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen. Le festività ufficiali durarono cinque giorni ed includevano parate militari, musica, cibo e bevande. I festeggiamenti terminarono con una corsa di cavalli su di un prato allora situato fuori ai limiti cittadini e chiamato Theresienwiese (il prato di Teresa) in onore alla sposa.
Negli anni seguenti la corsa di cavalli divenne un appuntamento irrinunciabile, l’Oktoberfest, anche chiamata “Wiesn”, era nata. Nei primi decenni l’offerta di divertimenti fu modesta. Nel 1811 oltre alla corsa ebbe luogo anche un festival agricolo, la cui attrazione maggiore era una gara di bellezza per cavalli e buoi. La corsa di cavalli terminò nel 1938, mentre il festival agricolo si festeggia tutt’oggi ogni quattro anni, quando l’Oktoberfest, che divide lo spazio con il festival, diventa “la piccola Oktoberfest”. Nel 1818 furono installate le prime giostre e, finalmente, alcuni barili di birra cominciarono a fare le prime apparizioni. nel 1819 La città di Monaco di Baviera assume la direzione dell’organizzazione del festival e viene stabilita la frequenza annuale della festa
fonte: oktoberfestmonaco.eu
Dopo molti litri di birra bevuti, chilometri percorsi e sigarette fumate sono ritornato a casa.
E’ stato un viaggio intenso, che è servito a rivalutare l’idea che avevo della Germania.
Monaco è una città splendida, molto in linea con le altre metropoli europee. La pulizia regna sovrana e il sistema di riciclaggio è davvero efficace.
I tedeschi, al contrario di come potrebbero sembrare sono accoglienti e molto divertenti (non tutti).
Abbiamo incontrato gente che proveniva da tutto il mondo (Australia, New Zealand, South Africa, USA, ecc..) e il mio inglese se l’è cavata egregiamente. Abbiamo riscontrato inoltre che gli anglofoni fanno un uso spropositato della parola “fuck” e abbiamo tentato di spiegare loro che l’equivalente in italiano era “cazzo” (o figa se siete emiliani) anche se noi evitiamo di usarlo per augurarti il buongiorno.
La birra era buonissima, talmente tanto buona che i campeggiatori ci facevano pure colazione.
Si, dimenticavo di dirvi che avendo organizzato il viaggio esattamente il pomeriggio prima di partire, non abbiamo trovato nessun camper da affittare e nessuna stanza per alloggiare (la rima non era voluta). Quindi in cinque su una macchina e con due tende e qualche vestito appresso, siamo partiti all’avventura.
Il campeggio Talchirken (blocco B, sotto il cipresso che da sullo stradino) ha avuto l’onore di ospitarci.
Questa piccola vacanza non ha fatto altro che alimentare la mia voglia di viaggiare e non so se sia un bene o un male.
Abbiamo sentito odori e provato sensazioni fortissime, tutti racchiusi in 4 giorni, 1200 km, 4 pacchetti di sigarette e molti litri di birra.
Strano come in un viaggio, il tempo non sia l’unica unità di misura rilevante.
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